27/11/2020

I mercati scommettono su un rapido recupero dal coronavirus. Per ora.

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Bow of Maersk vessel

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Un numero crescente di aziende avverte che il coronavirus impedirà loro di raggiungere gli obiettivi di vendita o di profitto per il primo trimestre del 2020.

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Malgrado ciò, la situazione rimane molto incerta, e molte delle proiezioni finanziarie ipotizzano che il coronavirus sarà contenuto in Cina nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, e che non ci sarà un’epidemia grave in un altro paese. Se l’economia cinese non dovesse tornare a crescere con la rapidità prevista, gli investitori potrebbero trovarsi colti alla sprovvista.

Maersk, la più grande compagnia di spedizione di container al mondo, ha affermato giovedì che l’inizio dell’anno è stato “molto debole”, con le fabbriche in Cina che lavorano al 50% – 60% della capacità. L’amministratore delegato Søren Skou si aspetta che la produzione aumenti fino al 90% entro la prima settimana di marzo, ma ha avvertito che ci sono “ancora molte incertezze”.

La rapidità di recupero della Cina è molto importante per le aziende globali. Il Paese è la fabbrica del mondo, sforna prodotti come l’iPhone e spinge la domanda di materie prime come il petrolio e il rame. Vanta anche centinaia di milioni di consumatori ricchi che spendono molto in prodotti di lusso, turismo e automobili. L’economia cinese rappresentava circa il 4% del PIL mondiale nel 2003; oggi rappresenta il 16% della produzione globale.

Qingdao port in China (maersk.com)
Qingdao port in China (maersk.com)

Il coronavirus ha già causato danni significativi. Le misure adottate in Cina per il contenimento della diffusione del virus hanno tenuto le città in isolamento e le fabbriche chiuse, causando una diffusa instabilità alle aziende di tutto il mondo, che si affidano alla Cina come centro di produzione e mercato per le loro merci.

Jaguar Land Rover prevede di subire un duro colpo per il crollo della domanda di automobili nella Cina, dove le vendite di autovetture sono crollate del 92% nelle prime due settimane di febbraio, secondo un’associazione di settore. Anche altre aziende con legami significativi con la Cina hanno lanciato avvertimenti finanziari, tra cui Apple (AAPL), Wynn Resorts (WYNNN) e Qualcomm (QCOM).

I casi di coronavirus in Corea del Sud, uno dei principali produttori di chip di memoria utilizzati negli smartphone, sono passati da circa 28 una settimana fa a più di 200. Singapore ha segnalato 86 casi, mentre l’Iran ha dichiarato venerdì che il virus si è diffuso in diverse città.

L’amministratore delegato del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, ha detto in un post sul blog di questa settimana che l’organizzazione si aspetta un forte calo della crescita economica della Cina nel primo trimestre, ma “solo una piccola riduzione per l’intero anno” se la diffusione del virus sarà contenuta rapidamente.
Un’epidemia più duratura e più grave si tradurrà in un rallentamento più marcato, con “interruzioni più sostanziali della catena di fornitura e un calo più persistente della fiducia degli investitori”, ha avvertito.

Se la produzione cinese rimarrà ferma per due trimestri piuttosto che per uno solo, l’impatto sulle imprese sarà molto più rilevante.

La risposta del governo cinese è un’altra incognita. È già intervenuto per attutire il colpo all’economia nazionale attraverso stimoli fiscali e sussidi, e potrebbe intensificare le misure per contenere le ricadute.

Oppenheimer di Goldman Sachs ha anche avvertito che i prezzi delle azioni potrebbero non riflettere il potenziale impatto del coronavirus sugli utili delle aziende.

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