25/11/2020

Progettare, creare e pubblicare App per il mercato cinese

3 min read

Un piccolo vademecum, non esaustivo, per evitare i più comuni trabocchetti nello sviluppo di app Android e iOS per il mercato cinese.

Per affrontare la progettazione e lo sviluppo di App per il mercato cinese, oltre alle normali inevitabili complessità, è necessario tenere in considerazione delle problematiche aggiuntive, alcune ovvie e altre meno ovvie. Con questo scritto, senza velleità esaustive, condivido i tre aspetti che con più probabilità andranno affrontati.

di Filippo Gregoretti

 

Lingua e scrittura

Prima di tutto l’aspetto linguistico, in quanto la punteggiatura e gli a capo sono gestiti in modo differente. A seconda della tecnologia scelta, la difficoltà può essere maggiore. Le componenti di testo native gestiscono il cinese (tradizionale o semplificato) abbastanza bene senza bisogno di particolari artefici, anche in campi di testo in browser di Cordova. Però usando tecnologie cross-platform come Unity o Adobe AIR bisognerà tenere in considerazione le differenze e prevedere il tempo extra necessario per affrontare le inevitabili problematiche. In Cina continentale il mandarino si scrive con i caratteri del cinese semplificato, ma a Taiwan si usa il cinese tradizionale. Potrebbe essere un requisito necessario includerli entrambi, quindi è bene specificarlo in fase progettuale.

Pubblicazione e distribuzione sugli Store

Pubblicare sullo store di Apple in Cina non presenta difficoltà particolari. Per Android invece, non essendoci il Play Store, bisogna usare un altro approccio. Il mercato Android è diviso in diversi store che si contendono lo spazio totale. Affrontando i primi cinque è possibile coprire fino a circa il 70% della distribuzione, ma per una copertura esaustiva bisogna tenerne in considerazione molti di più. Pubblicare su uno store, specialmente in lingua cinese, è particolarmente tedioso, e gestirne molti può diventare un vero grattacapo. Esistono delle società che si occupano di upload e gestione dei diversi store Android in Cina che offrono diversi pacchetti. Consiglio di usare quest’approccio. 

Gateway di pagamento

Le carte di credito in Cina sono usate molto raramente, per non parlare di PayPal. I due maggiori gateway di pagamento sono AliPay e WeChat Pay, con i quali i cinesi possono pagare usando lo smartphone. Sono metodi molto diffusi, usati anche per spese di pochi spiccioli. Se l’intestatario del contratto per ricevere pagamenti si trova fuori dalla Cina, esistono gateway di pagamento unificati in grado di gestire moltissimi canali, inclusi AliPay e WeChat Pay, assolutamente consigliati per semplicità. Se però l’intestatario è un’azienda con sede in Cina, ad oggi non è possibile per i gateway di pagamento aprire un contratto. E’ quindi necessario per l’azienda lavorare direttamente con WeChat Pay e AliPay. Nel caso specifico è stato necessario usare gli SDK nativi (Android e iOS) di AliPay e WeChat Pay. La documentazione degli SDK è
completamente in cinese, salvo alcune piccole parti, e per sviluppatori non di lingua cinese è pressoché impossibile utilizzarli. Trattandosi di un’app cross-platform, abbiamo commissionato a uno sviluppatore madrelingua cinese la realizzazione di plugin per Cordova con inclusi gli SDK AliPay e WeChat Pay (con documentazione in inglese). Per Unity non esistono plugin in grado di gestire le due piattaforme direttamente, salvo alcuni oscuri progetti su GitHub non aggiornati. Esistono invece delle librerie native (ANE) per Adobe AIR realizzate da un’azienda cinese che sembrano funzionare molto bene.

Spero di aver dato qualche idea per affrontare lo sviluppo di App per la Cina con meno incognite. Naturalmente in questo campo tutto cambia a una velocità incredibile, soprattutto in Cina, è quindi consigliato verificare come sia evoluta la situazione.

好好儿考! Buona fortuna!

Filippo Gregoretti

 

App Store Cina

 

About Filippo Gregoretti:

Educated in fine arts, with a passion for technology, I spent all my life working as illustrator, musician, and digital creator. I founded the first Italian new media agency in the early 90s, where I created several award winning projects. Yearning for freedom, with the new millennium I moved into freelancing, and traveled around the world providing creative development for visionary products. I worked with prestigious international creative agencies, while also keeping working as an illustrator and musician. Right now I continue to bridge the gap between arts, storytelling, music and creative development, creating pieces of digital art and working for international agencies conceptualizing and developing applications, kiosks, advanced interfaces, games and digital experiences on the cutting edge.

Profilo Linedin:

https://www.linkedin.com/in/filippo-gregoretti/

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